Intervista
Le parole di Mattia Isella
01
Mattia, hai scelto di proseguire il tuo percorso con la Casatese Merate. Cosa ti ha convinto a rinnovare e quanto ha pesato il legame che hai costruito con questa società?
Rinnovare per altri due anni, racconta Isella, è stata una scelta naturale. Alla base c’erano intenzioni chiare da entrambe le parti: la volontà della società di continuare con lui e quella del capitano di proseguire un percorso costruito su fiducia e rispetto reciproco.
A convincerlo non è stato soltanto il legame maturato negli anni, ma soprattutto la percezione di una società che non vuole accontentarsi. Dopo una stagione importante, la domanda condivisa è una sola: cosa è mancato per arrivare fino in fondo a ciò che tutti avevano sognato? Proprio questa voglia di migliorarsi ancora è il motivo più forte della sua permanenza.
Quando c’è fiducia e rispetto reciproco, rinnovare diventa una scelta semplice.
02
Da capitano hai vissuto una stagione intensa e ricca di emozioni. Qual è il ricordo che porterai con te più a lungo dell’annata appena conclusa?
Il ricordo più forte nasce da un momento difficile: l’infortunio al ginocchio contro il Caldiero. In quei giorni, quando ancora non c’erano certezze sull’entità del problema, Isella ha sentito in modo concreto la vicinanza dello staff, dei compagni, della società e dei tifosi.
Chiamate, messaggi, attenzioni quotidiane: da un episodio negativo è arrivata una consapevolezza positiva. La Casatese Merate non era soltanto una squadra da rappresentare in campo, ma un ambiente capace di stringersi attorno a una persona nel momento del bisogno.
Anche in un momento negativo ho capito davvero l’ambiente che offre la Casatese Merate.
03
La squadra ha saputo competere ai vertici contro realtà importanti del campionato. Quale pensi sia stato il segreto di questo gruppo?
Per il capitano il segreto è stato il gruppo. La Casatese Merate è rimasta ai vertici, è uscita e rientrata dalla zona playoff, ha vissuto momenti complicati e altri di grande entusiasmo, ma ha sempre trovato il modo di compattarsi.
La forza è stata nella capacità di ogni giocatore di sentirsi parte del percorso: chi era in campo, chi partiva dalla panchina, chi in una fase aiutava gli altri e magari due settimane dopo riceveva lo stesso sostegno. La squadra di fine stagione era diversa da quella di inizio anno, ma costruita con uomini già presenti nella rosa. È lì che, secondo Isella, si vede il valore reale di un gruppo.
La forza è stata il gruppo: titolari e riserve si sono sostenuti a vicenda nei momenti decisivi.
04
In questi anni hai visto crescere il progetto Casatese Merate dentro e fuori dal campo. Quali cambiamenti ti hanno colpito maggiormente?
Isella ha visto crescere la Casatese, poi Casatese Merate, soprattutto nella capacità di allestire squadre competitive. I risultati parlano: salvo una stagione, la società è sempre riuscita a costruire rose in grado di lottare per le prime posizioni.
L’ultima annata ha portato il miglior risultato della storia societaria, ma non ha spento l’ambizione. Anzi: proprio la consapevolezza che si potesse fare ancora meglio è ciò che lega il capitano al club. Dopo un secondo posto, trovare ancora fame, attenzione e voglia quasi ossessiva di migliorarsi è uno stimolo a dare di più.
Dopo un secondo posto, vedere ancora questa voglia di migliorarsi mi spinge a dare ancora di più.
05
La Casatese Merate si definisce “La Casa del Calcio in Brianza”. Da capitano e punto di riferimento dello spogliatoio, cosa significa per te indossare questa maglia e rappresentare questo territorio?
Il claim piace a Isella perché parla di territorio e di responsabilità. In Brianza molte società sono cambiate, alcune sono sparite, altre non hanno più il peso di un tempo. In questo scenario, il lavoro della Casatese Merate, soprattutto nel settore giovanile, assume un valore importante.
Il capitano non si sente un punto di riferimento solo come giocatore, ma come percorso. La sua storia parte dal calcio d’oratorio e provinciale, passa dalla Prima Categoria alla Promozione, dall’Eccellenza alla Serie D, fino agli anni vissuti con la Casatese Merate. È un cammino che può parlare ai ragazzi: sognare non costa nulla, ma serve impegno quotidiano perché quel sogno possa trovare una strada.
Mi sento un punto di riferimento per il percorso che ho fatto: sognare non costa nulla, se ci metti impegno.
06
Guardando alla prossima stagione, quale messaggio vuoi mandare ai tifosi e quali sono le ambizioni che dovranno accompagnare questo nuovo percorso insieme?
Il messaggio di Isella è rivolto ai tifosi, ai compagni che resteranno, ai futuri compagni che arriveranno, ai dirigenti e a tutti gli addetti ai lavori della Casatese Merate: nella prossima stagione nulla dovrà essere dato per scontato.
Per il capitano servirà un impegno costante da parte di tutti, ogni giorno. Nessuno dovrà andare a letto pensando di non aver dato tutto, perché soltanto attraverso sacrifici mentali e fisici una società può continuare a crescere e provare a migliorarsi ancora.
Non dobbiamo dare niente per scontato: solo dando tutto, ogni giorno, possiamo arrivare a grandi risultati.