I presidenti della Casatese Merate, Gianni Sassella e Roberto Spreafico

USD Casatese Merate ASD

Il presente, le radici e il futuro della Casatese Merate

“La Casa del Calcio in Brianza”

Intervista doppia ai presidenti Gianni Sassella e Roberto Spreafico

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Cari tifosi, appassionati, cittadini e partner sostenitori, l'intervista doppia ai nostri presidenti, Roberto Spreafico e Gianni Sassella, traccia una linea che va ben oltre il bilancio di una singola stagione sportiva. Nelle loro parole prende forma l'identità di una società che ha scelto di crescere nel panorama lombardo con una visione chiara, fatta di competenza gestionale ma anche di valori.

Un racconto che poggia su cinque pilastri: non semplici tappe di un campionato, ma le radici che danno forza e senso al progetto Casatese Merate. Una realtà solida, credibile e profondamente legata al suo territorio, che apre le porte a chi — tifoso, imprenditore o istituzione — voglia condividere lo stesso cammino di crescita.

Un percorso di crescita condiviso, dove la passione sportiva incontra il valore del territorio. Continuiamo a costruire insieme il futuro della Casatese Merate.

I presidenti della Casatese Merate durante l’intervista doppia

L’intervista doppia

Gianni Sassella Roberto Spreafico

1 Se doveste individuare il momento in cui è nata la Casatese Merate che conosciamo oggi, quale sarebbe?

Sassella

Parlo come Casatese: è stato il primo giorno. Non è stata una cosa frettolosa, ma pensata. In una società contano le persone serie, e in Roberto Spreafico, da parte di Merate, ho trovato una persona seria e capace. È da quel primo giorno che ci siamo accordati per questa rinascita.

Spreafico

Per me è uguale: quando trovi persone intelligenti, capaci e che vogliono bene al territorio, andare d'accordo è un attimo. Ci parlavamo già da mesi e abbiamo iniziato a lavorare prima ancora che nascesse il sodalizio, ufficialmente il 1° luglio 2024. Da subito a testa bassa, in piena sintonia. Questo è il secondo anno calcistico, entriamo nel terzo.

2 Avete scelto la continuità. Quanto è stata importante la decisione di confermare Mister Commisso e il Direttore Sportivo Alberto Rho?

Sassella

Si tratta di scegliere le persone più adatte, capaci e serie. Abbiamo sempre dato piena fiducia ad Alberto Rho e a Giuseppe Commisso: ci sono stati confronti, com'è giusto, ma la fiducia c'è stata dall'inizio. È la base di partenza di un gruppo, che poi sono loro a gestire durante l'anno.

Spreafico

Io li conoscevo di fama. Di solito, nelle fusioni, per "resettare" si cambia. Invece, trattandosi di due persone di valore che avevano già fatto bene, li abbiamo straconfermati. Personalmente entro nel terzo anno con loro, Gianni addirittura nel quinto. Abbiamo ancora un anno di contratto sia con Rho sia con Commisso, e ci auguriamo di fare il meglio.

3 Quali sono le qualità che rendono Rho e Commisso due figure così centrali?

Spreafico

L'onestà, l'impegno, la dedizione, la professionalità. Sono due lavoratori. Il mister, in campo, ci tiene moltissimo: è sotto gli occhi di tutti che la squadra parte in un modo e arriva in un altro, e che i giocatori migliorano con la sua guida. E lavorano in simbiosi, a stretto contatto: è una coppia che ci invidia quasi tutta la Serie D.

Sassella

Quello che ha detto Roberto lo traduco in due parole: serietà e capacità.

4 Da fuori si vedono i risultati. Da dentro il direttivo, come nasce realmente una squadra capace di competere ai vertici della Serie D?

Sassella

Per crescere ed essere uniti servono risultati, ma non sempre va tutto bene: è nei momenti difficili che l’unità della società fa la forza. Quando le cose girano è tutto facile; noi siamo rimasti coerenti e uniti soprattutto nelle difficoltà, e siamo stati ricompensati.

Spreafico

Se la società è unita, tutto il movimento ne risente in positivo. Servono un bravo direttore sportivo e un bravo allenatore, con la giusta autonomia, e un ottimo vivaio: abbiamo 560 ragazzi e il sogno è essere il trampolino verso il professionismo. Se possiamo scegliere, siamo felici quando è un giovane a mettersi in luce.

5 Quando scegliete un giocatore, quali caratteristiche umane e tecniche deve possedere?

Sassella

Non spetta a noi presidenti: c'è il direttore sportivo che fa il suo lavoro, con il mister al seguito. Servono qualità tecniche, ma in primis serietà: dev'essere uno che lavora per il gruppo e non per l'amico, perché la squadra è un tutt'uno.

Spreafico

Confermo quello che ha detto Gianni, e aggiungo: se possibile, anche un ragazzo del territorio, per più senso di appartenenza. È un vanto: in Serie D non abbiamo nessun giocatore "in trasferta", sono tutti del territorio o del circondario. Per me è un valore aggiunto.

6 Ripercorrendo la stagione, qual è l'immagine o l'episodio che vi porterete sempre dentro?

Sassella

Il primo episodio, negativo, è stata la sconfitta in Coppa Italia con il Sondrio: ci ha lasciato l'amaro in bocca, ma col senno di poi forse ci ha dato ragione. Un altro momento di svolta è stato col Pavia: fino al sessantesimo dettavamo gioco da squadra superiore alla categoria, poi un leggero calo. La cosa entusiasmante è stato come la squadra è rinata ai playoff, e l'abbiamo dimostrato col Chievo: giocatori che hanno dato l'anima. Di questo sono fiero.

Spreafico

A dimostrazione della sintonia con Gianni, la penso allo stesso modo. La Coppa Italia la reputo una competizione importante, su cui mi piacerebbe fare strada perché dà visibilità, come ce l'hanno data i playoff: in finale abbiamo incontrato una squadra blasonata, ma per gioco e occasioni avremmo meritato noi, a detta di tutti. Nelle ultime sette vittorie consecutive la squadra ha chiuso in crescendo: in poche avrebbero potuto metterci in difficoltà, e per giunta senza subire gol.

7 La finale playoff contro il Chievo Verona ha riempito lo stadio Cav. Ferrari come raramente accaduto. Che significato ha per voi lo stadio pieno?

Sassella

Aver creato la Casatese Merate, costruito una prima squadra e poi voltarsi a guardare una tribuna e uno stadio pieni come in quella finale è una soddisfazione immensa. Quel giorno la Casatese Merate era sulla bocca di tutti, all'apice tra le squadre della provincia di Lecco.

Spreafico

Lo stadio pieno vuol dire essere sulla strada giusta: significa unire il territorio a cui appartieni. Oltre al Chievo, anche contro il Leon abbiamo avuto lo stadio discretamente pieno, sia nell'ultima di campionato sia in semifinale. C'è tanta soddisfazione.

8 Dopo il secondo posto, miglior risultato storico in Serie D, che ruolo occupa oggi la Casatese Merate nel territorio della Brianza?

Sassella

Lo dicevamo già quando ci siamo uniti due anni fa: vogliamo diventare la società più importante del territorio.

Spreafico

Avere quattro pulmini che vanno da quasi Colico fino a Monza significa abbracciare un'area ampia ed essere il trampolino verso il professionismo, come società che ci crede e fa crescere attraverso istruttori, strutture e campi. Se un ragazzo arriva qui serio, con la voglia di crescere e mettersi in discussione, può davvero avere la sua chance: se è bravo, se la gioca.

9 Quanto è importante il rapporto con sponsor, famiglie, volontari e tifosi?

Sassella

Su 560-580 ragazzi non nascondo che a volte qualcosa può non andare: accontentare tutti, ragazzi e genitori, è difficilissimo. Il calcio non è un gioco individuale, è un gioco di gruppo. La nostra soddisfazione è creare un settore giovanile dal quale, fra i tanti, qualcuno entri in prima squadra.

Spreafico

Venerdì scorso abbiamo voluto fare una cena con gli sponsor per ringraziarli, ma anche per creare coesione e conoscerci fuori dal campo: è andata benissimo, ho ricevuto tantissimi messaggi. Un'iniziativa da ripetere e coltivare, anche perché c'erano potenziali nuovi sponsor. Fa parte del voler bene al territorio, come promuovere le aziende locali.

“La Casa del Calcio in Brianza”

non è uno slogan: è un’appartenenza.

10 Avete coniato il claim "La Casa del Calcio in Brianza". Cosa significa concretamente per un ragazzo che entra nel settore giovanile o per un imprenditore che vuole entrarci come partner?

Sassella

Mi ricorda da dove sono partito, anni fa, da una semplice squadra come il Rogoredo. Mai avrei immaginato di arrivare, con Roberto, a questo punto, forse persino oltre. Per i ragazzi, per le famiglie e per chi vuole giocare a calcio, entrare nella "Casa" ha un significato importante. E aggiungo: sono quasi cinque anni che siamo al vertice della Serie D, e non tutte le società possono permetterselo.

Spreafico

Io la Serie D l'avevo già fatta 16-17 anni fa, ma di salvezza. Farla per puntare ai playoff è un'altra cosa: il Ferrari non aveva mai visto i playoff di Serie D, e noi ce li abbiamo portati, vincendo la semifinale da squadra ospitante. Siamo arrivati secondi e meritavamo di passare anche il secondo turno: siamo a un livello molto alto. In cinque anni, due finali playoff non sono poca cosa nel panorama delle altre società.

11 Quanto conta la valorizzazione dei giovani nella vostra visione futura?

Spreafico

Personalmente tantissimo. Avere doppie squadre in tutte le categorie, i numeri e le strutture che abbiamo serve a creare talenti in casa: in pochissimi casi prendiamo giovani da fuori. L'obiettivo è far giocare in prima squadra, in modo stabile, gente del territorio cresciuta nel nostro settore giovanile. E se qualcuno è davvero bravo, dargli l'opportunità: è un orgoglio. Ma non è solo questione di strutture o numeri: servono gli uomini giusti, allenatori e preparatori che li mettano nelle condizioni migliori per approdare al professionismo.

Sassella

Mi collego a Roberto: quest'anno la Casatese Merate ha vinto il campionato dei giovani di Serie D, un premio riconosciuto dalla Federazione. Arrivati secondi in campionato, abbiamo vinto il girone d'andata dei giovani e chiuso terzi-quarti al ritorno. E per mettere il puntino: nella finale playoff siamo scesi in campo con punte del 2003 — e ha giocato perfino un 2008 — contro i più blasonati del Chievo Verona.

12 Guardando alla prossima stagione, quali saranno le basi su cui costruirete una Casatese Merate ancora più forte?

Sassella

Dare continuità al progetto. Il primo anno, da neonata Casatese Merate, quarto posto e semifinale persa; il secondo, secondi con semifinale vinta e finale persa immeritatamente. L'idea è migliorare, e oltre al secondo posto c'è solo il primo. La base è un gruppo solido, ed è compito soprattutto del direttore sportivo e del mister, che in questi anni hanno fatto molto bene. Tutto lo staff tecnico è confermato.

Spreafico

Confermo: la squadra che vince non si cambia, semmai si perfeziona. Anzi, abbiamo in mente qualche miglioria per metterli in condizioni ancora migliori rispetto all'anno scorso, ne stiamo discutendo in questi giorni. Da parte nostra c'è molta libertà, perché c'è capacità: ci sono tutti gli ingredienti per andare oltre il secondo posto.

13 Perché oggi un giovane talento dovrebbe scegliere la Casatese Merate rispetto ad altre realtà?

Sassella

Aggiungo: dovrebbe sceglierla perché ha sempre dimostrato di essere una società seria, e la serietà permette di raggiungere certi livelli. Abbiamo anche noi piccole imperfezioni, ma basta guardare quante persone ruotano attorno al club e il livello raggiunto da tutte le squadre — prima squadra, agonistica, pre-agonistica e una scuola calcio con numeri esagerati.

Spreafico

Per il livello degli allenatori e per l'attenzione al ragazzo, anche a come va a scuola: ci sono fasi della crescita più delicate, e servono allenatori con il carattere giusto per accompagnarle. Poi le strutture sono sotto gli occhi di tutti: tre campi in erba e tre sintetici nel giro di 7-8 km, spogliatoi nuovi pronti a Casatenovo e in costruzione a Cernusco. Anche a Merate, con il Comune, abbiamo avviato un progetto per nuovi spogliatoi e per il LED: c'è la volontà di continuare a investire per restare al passo coi tempi.

14 Sfatiamo quindi il mito del campanilismo tra Casatenovo e Merate?

Sassella

La società è una sola. Non possiamo chiedere a un bambino di Robbiate di oltrepassare Merate per venire qui, o viceversa: unendo le due realtà del territorio, alla fine si coinvolgono tutti in un'unica società. Sono io il primo a dire che il campanilismo va lasciato da parte: io arrivo dall'esperienza Rogoredo-Casatese, e poi Casatese Merate. Che si giochi a Merate o a Casatenovo non conta: conta la società.

Spreafico

Stiamo unendo un territorio di 50-60 mila abitanti, oltre ai paesi limitrofi che ci guardano con curiosità. Se la gente capisce questo, sarà ricompensata da tutto ciò che stiamo costruendo. E del resto, se una squadra arriva seconda in Serie D e vince la classifica dei giovani, dove deve andare un giovane? Alla Casatese Merate, ovviamente.

15 In una sola frase, a un giocatore, a uno sponsor e a un tifoso: cos'è oggi la Casatese Merate?

Spreafico e Sassella

È l'eccellenza, la Casa del Calcio della Brianza: un trampolino di lancio per i giovani che vogliono fare calcio.

Casatese Merate – La Casa del Calcio in Brianza
Casatese Merate La Casa del Calcio in Brianza

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In fondo è tutto qui: una società nata dalla serietà delle persone, cresciuta sul campo fino al miglior risultato della sua storia in Serie D e, fuori dal campo, grazie a 560 ragazzi, a strutture sempre più moderne e a un territorio che ha smesso di guardare al campanile per guardare avanti, insieme.

Ma la Casatese Merate non si racconta soltanto: si vive. Si vive sugli spalti quando lo stadio spinge, si vive nei campi dove i nostri giovani imparano disciplina e appartenenza, si vive ogni volta che una famiglia sceglie di entrare a far parte di questa casa.

Questo è il nuovo volto della Casatese Merate. Ed è una casa con le porte aperte: la tua.

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