Il sogno playoff sfuma solo ai supplementari
Una battaglia epica finisce 2-3 a Merate
A testa alta nel mito: la Casatese Merate spaventa il Chievo, il sogno playoff sfuma solo ai supplementari
Una battaglia epica finisce 2-3 a Merate. I ragazzi di Commisso sfiorano l’impresa, traditi solo dal cinismo veneto e dai rimpianti. Ma il secondo posto e una stagione da giganti restano scolpiti nella storia.
MERATE (LC) – Ci sono sconfitte che non lasciano spazio alle lacrime, ma solo agli applausi scroscianti, fieri, interminabili. La finale dei Playoff del Girone B di Serie D si trasforma in un pomeriggio da tregenda sportiva, una maratona e un romanzo d’appendice calcistica che premia il Chievo Verona con un 2-3 maturato solo ai tempi supplementari. Vince il Chievo, a cui va l’onore delle armi per aver saputo soffrire e colpire con il cinismo delle grandi corazzate; ma trionfa, nell’anima e nel gioco, la Casatese Merate. Un’orchestra straordinaria guidata da Mister Giuseppe Commisso che ha accarezzato l’impresa della vita sotto il sole di Merate, piegandosi solo all’undicesimo minuto del primo tempo supplementare, dopo aver sprecato un numero industriale di palle gol e aver regalato al pubblico una delle partite più spettacolari dell’intera stagione.
Un secondo posto finale conquistato con qualità, carattere e un’identità granitica: gli ultimi cento metri di questa maratona non possono e non devono appannare un campionato semplicemente straordinario.
Il Tabellino Storico
USD CASATESE MERATE – CHIEVO VERONA 2-3 d.t.s. (1-1; 2-2)
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USD CASATESE MERATE (4-3-3): Bragotto; Pozzoli (36’st Corno), Geddo, Carannante (4’sts Losa), Ferrante, Milani, Braida (49’st Crotti), Mendola (36’st Goffi), Avinci, Isella, Diana (25’st El Hadji Gningue). A disposizione: Lionetti, Pirola, Servietti, Fortunato. Allenatore: Giuseppe Commisso.
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CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Signorini; Uggè, Steffè, Baselli (37’st Zuddas), Jassey (44’st Conti), Trillo, De Cherchio (3’sts Prandini), Paloschi (40’st Zanfisi), Costa De Souza, D’Este (32’st Costantino), Pollio (27’st Bortolussi). A disposizione: Napoli, Dimitrisin, Napoletano. Allenatore: Alessandro De Poli.
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Marcatori: pt 6′ Avinci (CM), 36′ Paloschi (CV); st 28′ Paloschi (CV), 41′ Avinci (CM); pts 11′ Costantino (CV).
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Ammoniti: Carannante (CM); Steffè, Costantino, Trillo, Zuddas, Costa D. (CV).
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Note: Recupero: 0’ pt, 4’ st. Angoli: 3-4.
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Terna Arbitrale: Direttore di gara: Michele Buzzone (sez. Enna). Assistenti: Roberto Cusimano e Giuseppe di Marco (sez. Palermo). Quarto ufficiale: Marco Melloni (sez. Modena).
La Cronaca: Avinci illude, Paloschi punisce la superiorità di casa
L’avvio della Casatese Merate è un manifesto di foga agonistica e bellezza geometrica. La palla staziona costantemente oltre la linea mediana, con i padroni di casa a dettare ritmi da categoria superiore. Al 3’ il primo squillo: una splendida azione corale libera Geddo al tiro, ma il riflesso di Signorini strozza in gola l’urlo dei tifosi. Due minuti dopo, Diana scodella una punizione al bacio su cui Avinci non arriva per una frazione di secondo.
Il gol è nell’aria e si materializza al 6’: Carannante scarica un destro violento deviato in angolo; dalla bandierina va lo specialista Diana, la traiettoria è un arcobaleno che trova lo stacco imperioso di Gabriel Avinci. È 1-0, Merate esplode.
La Casatese è totale padrona del campo. Al 20’ Braida si traveste da slalomista, serpeggia in area di rigore seminando il panico nella retroguardia clivense, ma il suo diagonale sfiora il palo interno per millimetri. Il raddoppio sembra una formalità e al 28’ ci prova ancora Diana con un fendente ben neutralizzato da Signorini. Poi, la dura legge del calcio. Al primo vero affondo del match, al 36’, il Chievo Verona pareggia: sponda intelligente e girata fulminea da fuori area dell’infinito Alberto Paloschi, che indovina l’angolino basso. Un 1-1 ingiusto per quanto visto in campo, che manda le squadre al riposo senza recupero, con la Casatese consapevole di aver sprecato troppo.
Ripresa thriller: festival del rimpianto e la rovesciata da impazzire di Avinci
Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo. Al 2’ Braida ara la fascia destra e crossa al centro per il tuffo di testa di Geddo, che impatta bene ma manca la direzione dello specchio. La Casatese spinge a folate impressionanti: all’8’ Avinci si ritrova un pallone d’oro nell’area piccola ma spara alto. L’occasione più clamorosa, quella che grida ancora vendetta, arriva all’11’: un contropiede da manuale lancia Avinci a tu per tu con Signorini; il bomber salta secco il portiere in uscita ma, a porta sguarnita, la sfera muore incredibilmente a pochissimi centimetri dal palo destro.
I rimpianti si accumulano: al 13’ ancora Avinci appoggia all’indietro per Isella, il cui piattone finisce alto, e al 20’ una splendida capocciata di Pozzoli sibila oltre il montante sinistro. Nel calcio, però, l’esperienza pesa quintali. Al 28’, alla seconda vera sortita offensiva della ripresa, il Chievo colpisce con una transizione fulminea conclusa ancora una volta dal solito, letale Paloschi: 1-2.
Sotto nel punteggio e con le energie al lumicino, la Casatese Merate dimostra di avere un cuore immenso. Mister Commisso ridisegna la squadra e al 41’ la giustizia divina del calcio si manifesta: mischia furibonda in area veronese, la palla si impenna e Avinci, con coordinazione fantascientifica, si inventa una rovesciata da album Panini che batte Signorini. Un gol da antologia per il 2-2 che manda la sfida ai supplementari.
Supplementari: Costantino decide il destino, l’orgoglio non muore mai
L’extra-time è una battaglia di nervi e muscoli logori. Al 2’ della prima frazione supplementare Milani svetta di testa ma la palla è alta. Al 4’ il destino bussa ancora alla porta di casa: il neo-entrato Goffi si ritrova a tu per tu con Signorini ma ipnotizzato dall’estremo difensore ospite spreca il match point. E come in un copione già scritto, all’11’ è il Chievo a non perdonare: cross perfetto dalla destra e colpo di testa letale di Rocco Costantino che fa 2-3.
Nel secondo tempo supplementare la Casatese Merate getta anche l’anima oltre l’ostacolo, tentando il tutto per tutto con una generosità commovente. Il Chievo, forte del vantaggio e dell’esperienza dei suoi uomini, si difende con ordine svuotando l’area di rigore da ogni minaccia. Al triplice fischio festeggiano i veneti, ma l’orgoglio del “Manning” è tutto per i ragazzi in maglia casatese.
Il commento: un plauso infinito a un gruppo straordinario
Il verdetto del campo premia il Chievo Verona, a cui vanno i nostri più sinceri complimenti per la vittoria e il cinismo da grande squadra dimostrato nei momenti chiave. Tuttavia, l’amarezza per le tantissime occasioni nitide svanite a un soffio dalla linea di porta non può in alcun modo sminuire il capolavoro compiuto quest’anno.
La Casatese Merate ha chiuso una stagione straordinaria al secondo posto nel girone, giocando un calcio spumeggiante, moderno e ricco di personalità. Un applauso scrosciante va tributato a tutto lo staff tecnico guidato da Mister Giuseppe Commisso e a ogni singolo ragazzo della rosa. Hanno onorato la maglia ogni singola domenica, sputando sangue in ogni singolo allenamento della settimana. Questa finale non è un punto di arrivo spezzato, ma la certificazione di un gruppo immenso, unito e fiero. Grazie ragazzi, ci avete fatto sognare ad occhi aperti.
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