Ci sono luoghi nei quali il tempo sembra rallentare. Luoghi in cui il silenzio delle montagne, il verde dei prati e l’aria più sottile invitano a ritrovare concentrazione, energia e consapevolezza.
È in questo scenario che ha avuto inizio il ritiro estivo della Casatese Merate.
La Prima Squadra ha vissuto la sua prima giornata completa a San Lorenzo Dorsino, in provincia di Trento, affrontando due intense sessioni di allenamento, una al mattino e una nel pomeriggio (ancora in corso mentre scriviamo l’articolo). Una giornata lunga, impegnativa e ricca di lavoro, nella quale il gruppo ha iniziato a prendere confidenza con il nuovo ambiente e con i ritmi del ritiro.
Lontano dalla Brianza, ma con la stessa identità. Lontano da casa, ma uniti dagli stessi colori.
San Lorenzo Dorsino sorge in un territorio montano affacciato sulle Giudicarie Esteriori e sulle Dolomiti di Brenta, alle porte del Parco Naturale Adamello Brenta e della Val d’Ambiez. Il paesaggio conserva l’impronta della propria storia attraverso le case contadine in pietra e legno, le fontane, gli orti, le chiese e le piccole vie che attraversano le diverse frazioni del territorio.
Il Comune attuale è nato il 1° gennaio 2015 dalla fusione degli storici territori di San Lorenzo in Banale e Dorsino. San Lorenzo in Banale è inoltre inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia: un riconoscimento che racconta il valore di un luogo nel quale architettura rurale, memoria e vita comunitaria continuano a convivere.
Un ambiente ideale per un ritiro precampionato: raccolto, autentico e circondato da una natura capace di trasmettere forza e tranquillità. Qui ogni rumore sembra arrivare più nitido: il richiamo dello staff, il pallone che corre sul terreno, il ritmo degli esercizi e il respiro dei giocatori durante il lavoro atletico.
Il programma del primo giorno è stato suddiviso tra allenamento mattutino e sessione pomeridiana, permettendo allo staff di distribuire il carico di lavoro e di alternare le differenti attività previste.
Sotto lo sguardo attento di Mister Giuseppe Commisso, affiancato dal vice allenatore Riccardo Ghidelli, dal preparatore atletico Enrico Paleari e dagli altri componenti dello staff tecnico, la squadra ha lavorato seguendo un programma completo e articolato.
Il gruppo è stato suddiviso in più unità operative. A rotazione, una parte dei giocatori si è trasferita in palestra per svolgere esercizi di potenziamento muscolare, mentre gli altri hanno proseguito il lavoro sul campo. Terminata la prima fase, i gruppi si sono alternati, consentendo a tutti di affrontare entrambe le tipologie di attività.
In palestra l’attenzione si è concentrata sulla costruzione della condizione fisica: forza, stabilità, controllo del corpo e potenziamento. Un lavoro fondamentale durante questa fase della preparazione, quando è necessario creare basi solide sulle quali sviluppare progressivamente intensità, ritmo e resistenza.
Sul terreno di gioco, invece, il lavoro atletico si è unito alle prime esercitazioni con il pallone. Corsa, cambi di direzione, coordinazione e movimenti eseguiti con precisione hanno scandito una seduta nella quale ogni dettaglio è stato seguito direttamente da Mister Commisso e dal suo staff.
Una parte della giornata è stata dedicata anche agli estremi difensori, impegnati in una sessione specifica con esercizi studiati per il ruolo.
Rapidità, reattività, coordinazione, spostamenti e interventi tra i pali hanno caratterizzato il lavoro dei portieri, chiamati fin dai primi giorni a ritrovare sensibilità, sicurezza e tempi di esecuzione.
La loro preparazione procede parallelamente a quella del resto della squadra, attraverso un percorso specifico che unisce componente atletica e tecnica. Anche per loro, il ritiro rappresenta un momento prezioso per lavorare con continuità, consolidare i meccanismi e costruire l’intesa con il reparto difensivo.
Il ritiro non è soltanto allenamento.
È condivisione. È imparare a conoscersi dentro e fuori dal campo. È affrontare insieme la fatica, rispettare i tempi del compagno e trasformare un insieme di calciatori in un gruppo capace di muoversi nella stessa direzione.
Il primo giorno ha mostrato una squadra concentrata e disponibile al lavoro. I carichi aumentano, le gambe iniziano a farsi sentire, ma cresce anche la consapevolezza di ciò che si sta costruendo.
Ogni esercizio ha un significato. Ogni corsa aggiunge qualcosa. Ogni indicazione dello staff contribuisce a definire l’identità della squadra che affronterà la nuova stagione.
Tra le montagne del Trentino, lontano dai riflettori e dal rumore delle partite ufficiali, si costruiscono le fondamenta. È qui che comincia il percorso. Nel lavoro quotidiano, nella cura dei particolari e nella capacità di non risparmiarsi.
La prima giornata di San Lorenzo Dorsino si è conclusa dopo due sessioni intense, lasciando negli occhi le immagini del campo circondato dalle montagne e nelle gambe il peso positivo del lavoro svolto.
È soltanto l’inizio.
Nei prossimi giorni proseguiranno gli allenamenti, cresceranno i carichi e aumenterà il lavoro tecnico-tattico. La squadra continuerà a prepararsi seguendo il programma stabilito da Mister Giuseppe Commisso e dal suo staff, con l’obiettivo di arrivare pronta ai primi appuntamenti della stagione.
La Brianza, anche da qui, non è mai davvero lontana.
Perché ovunque ci siano una maglia biancorossa, un pallone e un gruppo disposto a lottare insieme, lì c’è la Casatese Merate.
La Casa del Calcio in Brianza.
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